Il giardino
Il giardino
Intorno alla grande quercia si estende il giardino, ricco di piante ad alto fusto, arbusti, fiori e soprattutto rose antiche. Nel prato possono trovare posto tavoli, sedie, lettini e tutto per il barbecue.
L'impianto del giardino risale ad una ventina di anni fa, ma c'è ancora tanto da sistemare, perché la cura è affidata alle proprietarie, e a volte a qualche esperto ... in potatura delle viti o degli alberi da frutto!
Piante antiche ...
Nel nostro giardino, molti anni fa, è cresciuto un gelso. La pianta è una di quelle che nei tempi passati rappresentavano una risorsa insostituibile, e che invece ai giorni nostri hanno perso interesse.
Un tempo i gelsi costituivano parte integrante del paesaggio agrario umbro e di grande importanza era l'allevamento dei bozzoli nelle zone dal clima mite di fondovalle odi bassa collina, alle volte rinvenendosi lungo i confini delle strade in vicinanza delle case coloniche di ciascun podere e lungo i confini delle diverse proprietà.
Testimonianze della produzione di bozzoli si ha ad esempio presso la fattoria di Pischiello sopra Passignano s/T. I contadini di allora sapevano che dovevano destinare ogni anno a “bacheria” una o più stanze della propria casa, quelle migliori. Castiglione del Lago era poi uno dei principali mercati di riferimento per la commercializzazione dei bozzoli.
Le bacche del nostro gelso sono piccole, dolci e succose, maturano in estate tuttavia, non solo essendo gradite alle persone ma a molti animali selvatici, specialmente uccelli che se ne cibano, agli umani rimane ben poco ... consoliamoci con le sue radici, robuste ed elastiche, dal colore giallo aranciato così inusuale in natura! Infine la simbologia dell’albero ha una tradizione millenaria in cui l’Albero Cosmico è rappresentato dal gelso sacro.
Un’altra pianta da frutto rara e dimenticata presente nel nostro giardino è il nespolo, ma ahimè è del Giappone e a causa della sensibilità al freddo prolungato, e della fioritura e formazione del frutto in inverno, è molto raro gustarne i frutti ... Peccato perché potrebbero essere utilizzati per la produzione di marmellate o sciroppi ... in compenso possiamo coglierne le foglie e utilizzarle per curare varie malattie della pelle e persino il diabete, il miele di nespolo del Giappone poi è particolarmente apprezzato, grazie ai suoi fiori che sono molto profumati! Ricordiamo che nelle regioni centrali italiane gli esemplari di questa specie sono molto pochi e molto spesso si ritrovano diffusi più che altro nei giardini o nelle case coloniche abbandonate, principalmente come piante ornamentali.
Il nespolo del Giappone è originario della Cina e il suo nome in cinese fa riferimento ad uno strumento musicale tradizionale, inoltre nel linguaggio delle piante e dei fiori simboleggia l'imbarazzo, ma è in Giappone dove questo albero viene maggiormente apprezzato diventando un elemento indispensabile nei giardini delle case.
Sino agli anni ’60 non c’era casa colonica che non avesse il suo albero di melo cotogno, e a Casale La Liccia abbiamo avuto l'onore di conoscere la figlia della persona che piantò l'albero che cresce, già da qualche generazione dunque, nel giardino che un tempo era l'aia della casa colonica, e che tuttora conserva alcuni degli alberi tipici.
Il cotogno è legato ad Afrodite, e i suoi frutti dall'aspetto dorato si legano a molti miti e leggende.
Impossibile rinunciare all'abbondante raccolto per la "cotognata", la cui ricetta autentica non è poi così facile ... e che dire della fioritura, I fiori del melo appaiono a metà aprile e sono di una straordinaria bellezza e delicatamente profumati, con variazioni del colore che vanno dal rosa del bocciolo al bianco sfumato dei petali.
Molto diffuso in passato nei giardini e frutteti italiani ed europei, sia per scopi ornamentali che per i suoi frutti, oggi il cotogno è un albero quasi dimenticato, mentre per il piccolo frutteto familiare rappresenta un'aggiunta di grande valore sotto il profilo estetico, produttivo e anche ecologico.
Alla stregua del cotogno, corbezzolo e giuggiolo sono alberi che non rivestono alcun interesse produttivo secondo criteri attuali, e quindi coltivati solo nei frutteti familiari o a scopi ornamentali.
C'è un corbezzolo nel giardino, che cresce rigoglioso in una zona lasciata a bella posta incolta, dove le piante possono crescere indisturbate, dove l'erba non viene mai tagliata e ciò che riesce a nascere e ad attecchire è benvenuto! La pianta è particolarmente ornamentale perchè fiorisce in autunno contemporaneamente alla maturazione dei frutti dell'anno prima, bacche carnose e rosse da consumare direttamente, conservarli sotto spirito od utilizzarli per preparare marmellate e liquori.
Il corbezzolo ha ispirato storie e leggende fin dai tempi più antichi ed è considerato simbolo dell'Italia per i suoi colori intesi, durante il risorgimento, come una prefigurazione della bandiera italiana.
Dicevamo del giuggiolo, anch'esso presente nel giardino, e che utilizziamo per fare il famoso "brodo di giuggiole" (genzole in Umbria) quando rimane qualche frutto, perché è assai buono da mangiare appena colto! L’espressione tipica “andare in brodo di giuggiole”riferita a chi manifesta grande felicità, deriva dalla sua bontà.
Il nostro giuggiolo è di quello che fa cadere le bacche a terra da sole: disdegnate dal contadino, hanno un sapore dolcissimo e come molti altri tipi di alberi da frutto abbandonati, anche il giuggiolo non riveste più molta importanza nelle campagne, tanto che è sempre più difficile trovarne uno, sebbene rimanga sempre un bellissimo alberello ornamentale. Nei dintorni è possibile vedere alberi di mole notevole e molto vecchi, ma in seguito allo sconvolgimento agrario del secolo scorso, sono rari e si trovano solo presso vecchie case coloniche, o cascinali abbandonati.
Ma questo è il tempo del sambuco, alberello dall'aspetto gentile, perseverante e generoso: in famiglia si diceva che bisogna inchinarsi 7 volte davanti al sambuco, per i suoi molti doni. A parte i ricettari, so che un tempo ci si facevano posate, cannelle per l'acqua (è infatti cavo al suo interno), rudimentali pipe... buone le frittelle coi fiori e coi germogli, ottimo lo sciroppo, la salsa col moscato per accompagnare i formaggi, la marmellata con le bacche mature ... lo champagne dei poveri con il succo fermentato, appunto, il succo di sambuco! Aggiungiamo allora un dono ... la novità di questi anni è infatti Hugo, l'aperitivo che si vende ormai anche nei supermercati, composto dal succo di sambuco addizionato con acqua e moscato e l'aggiunta di una fogliolina di menta piperita.
... e piante semplici
Vicino alla porta che da' in cucina il giardino ha un tema particolarmente utile: il nostro orto dei semplici, dove i semplici sono sia le piante con virtù medicamentose, che quelle utilizzate nelle varie ricette.
Dal disegno essenziale, la sua posizione alquanto protetta consente di ospitare piante più delicate e di seguirne la cura più da vicino. Qui, intorno al mese di giugno, si preparano i mazzolini pronti per essere essiccati all'ombra. Le piantine ospitate sono quelle indispensabili come il rosmarino, il timo, l'origano, la maggiorana, l'erba cipollina e l'erba aglina, la salvia in varietà, il finocchio selvatico, qualche pianta errabonda di bietola, che peraltro è rispettata ovunque decida di installarsi in giardino, fosse anche accanto ad una rosa! E naturalmente prezzemolo e sedano, basilico e ... sicuramente non le ho nominate tutte anche perché ogni novità è benvenuta in questa parte del giardino.
Un posto a parte lo hanno alcune essenze come la menta piperita piantata in una ciotola e spesso utilizzata per guarnizione o condimento. Perché in una ciotola? beh, è alquanto invadente e l'unico sistema è di "imporgli" il suo spazio; caratteristico il profumo dovuto alla presenza di mentolo. Chi altro c'è? ah beh sì, l'elicriso! Il suo nome deriva dal sole e dall'oro e il suo colore e il suo intenso profumo non sfuggirono ai popoli antichi che la dedicarono al Sole. Ho cercato di piantarlo qua e la' nel giardino, in posti assolati, proprio per la gioia di passargli accanto e sentire il profumo che sa di dune sabbiose in riva al mare ... come capisco Napoleone che attraverso il profumo intenso dell'elicriso, quando si trovava ancora in mare e fuori dalla vista della Corsica, dove questi fiori sono particolarmente abbondanti e odorosi, già sapeva di essere a casa. Per non parlare delle sue virtù curative: quest'anno ho fatto un po' di oleolito di fiori di elicriso e lo uso per lenire qualche sintomo allergico stagionale grazie alle sue proprietà antiallergiche. E il topinambur? Cercate e troverete anche questo nel giardino, finalmente circoscritto dopo che stava colonizzando mezzo giardino: è infatti un bulbo tendenzialmente invadente ma molto utile, sia da mangiare che per le proprietà medicinali, ma incomparabile è la sua fioritura intensa di colore giallo, che ci rallegra all'inizio dell'autunno.
Tra le tante piante aromatiche naturalmente annoveriamo la lavanda e la santolina, utilizzate anche per il giardino essendo sempreverdi, fiorifere, profumate e perenni. Il piretro è stato cercato e voluto proprio grazie alle sue virtù di insetticida naturale e perché è facile coltivarlo e preparare l'insetticida.
Una curiosità: lo sapevate che Il termine “piante officinali” deriva da una tradizione culturale e storica italiana, che rimanda all’“officina o opificina”, nel significato di “laboratorio farmaceutico” dove le piante venivano sottoposte alle varie lavorazioni?
Molte sono le piante che hanno fatto atto di presenza nel giardino di Casale La Liccia per non rimanerci a lungo: forse non erano congeniali al luogo? Nessun luogo è senza un Genio ... Forte è la nostalgia per i fiordalisi, per certi ranuncoli o gigli, per i nasturzi o per la mitica nigella, conosciuta ed apprezzata già dagli antichi egizi: vi aspettiamo, tornate di nuovo, anzi, mi sa che domani vi semino....
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