Birdwatching!

Con la Legge Regionale 9 del 03/03/95 la Regione Umbria ha costituito il Parco Naturale del Trasimeno, con obiettivo la salvaguardia dell'ambiente lacustre, senza grossi insediamenti umani oe ne industriali e senza particolari contaminazioni.

All'interno del parco sono presenti due entità autonome:

- Il Parco scientifico didattico di Isola Polvese sotto la cura della Provincia di Perugia

- L'Oasi naturalistica "la Valle" a cura di LEGAMBIENTE.

 

Le specie osservabili

Dal sito web dell'Oasi naturalistica La Valle (che trovate qui) :

In inverno si assiste ad un notevole afflusso di uccelli provenienti dall’Europa settentrionale, sospinti verso sud dai rigori del clima.

Tra le specie di medie e grandi dimensioni, quelle più rappresentate sono la folaga (Fulica atra), varie anatre (specialmente fischione (Anas penelope), moriglione (Aythya ferina), alzavola (Anas crecca), mestolone (Anas clypeata), germano reale (Anas platyrhynchos)), il cormorano (Phalacrocorax carbo) e lo svasso maggiore (Podiceps cristatus). I grandi branchi di folaghe (che formano sull’acqua caratteristiche chiazze nere, visibili a grande distanza, costituite da migliaia di individui) pascolano tranquillamente a spese delle vaste praterie di piante acquatiche sommerse.

Svassi maggiori e cormorani si nutrono esclusivamente di pesci che catturano con abili inseguimenti subacquei. Sempre in inverno, la massiccia presenza di anatre e folaghe attira il falco di palude (Circus aeruginosus), loro predatore per eccellenza. Durante la brutta stagione, la palude è animata anche da una miriade di Passeriformi, pure essi giunti sin qui dai Paesi a clima più freddo, attratti dal tiepido inverno mediterraneo. Gruppetti di migliarino di palude (Emberiza shoeniclus) e pendolino (Remix pendulinus) si aggirano tra le canne secche ed ingiallite, intenti a raccoglierne  i semi dalle spighe. La relativa disponibilità di insetti, che non scompaiono mai del tutto dalle zone umide mediterranee, attira anche numerosi Passeriformi insettivori, come l’usignolo di fiume, il luì piccolo (Phylloscopus collybita) ed il forapaglie castagnolo (Acrocephalus malanopogon).

In primavera migratori provenienti dall’Africa arrivano per nidificare. Fra essi spiccano numerose specie di aironi: la nitticora (Nycticorax nycticorax) e la garzetta (Egretta garzetta) ricompaiono già da marzo ( in realtà una decina d’individui della seconda specie trascorre anche l’inverno sul lago); più tardi ad aprile inoltrato, giungono tarabusino (Ixobrychus minutus), sgarza ciuffetto (Ardeola ralloides) ed airone rosso (Ardea purpurea). Quest’ ultimo, come il tarabusino, costruirà il suo nido nel folto del canneto; sgarza, nitticora e garzetta nidificheranno invece in colonia nella boscaglia di salici,ormai ridotta a pochi nuclei sparsi intorno al lago. In primavera i canneti, nuovamente verdeggianti, risuonano dell’aspro canto del cannareccione (Acrocephalus arundinaceaus) e di quello più sommesso e melodioso dell’affine cannaiola (Acrocephalus scirpaceus). Altri uccelli partiti dall’Africa, ma diretti verso quartieri di nidificazione situati ancora più a nord, sostano solo brevemente al Trasimeno, per riposare e reintegrare le scorte di grasso che consentiranno loro di percorrere ancora lunghi tragitti in volo.Così fanno la marzaiola (Anas querquedula), il forapaglie (Acrocephalus shoenobaenus) e l’agile mignattino (Chlidonias niger). Un po’ alla volta partono verso nord le anatre che hanno trascorso l’inverno al Trasimeno, come il mestolone, la moretta, il moriglione, l’alzavola, il fischione; le folaghe sciolgono i branchi invernali: la maggior parte degli individui se ne volerà a nord, ma alcuni resteranno a nidificare da noi. Anche di altre specie presenti in inverno, partirà soltanto una quota delle popolazione: è questo il caso del germano reale, dell’usignolo di fiume (Cettia cetti), del pendolino, del forapaglie castagnolo, del cormorano (che però al Trasimeno non si riproduce), dello svasso maggiore. Proprio i fragorosi richiami d’amore degli svassi maggiore e le loro spettacolari cerimonie nuziali, sono lo spettacolo più fantastico che ci offre il lago in primavera.

In estate i giovani di germano reale e folaga, una volta sgusciati dall’uovo, sono ben presto in grado di procacciarsi il cibo da soli. I pulcini di svasso maggiore, nella fase iniziale della loro vita, devono essere alimentati dagli adulti. I genitori trasportano i figli sul dorso fino alle aree di foraggiamento.I giovani di cannaiola, pigiati nel nido a forma di coppa sospeso agli steli delle canne, attendono l’arrivo dei genitori, che l’imbeccheranno con gli insetti catturati fra la vegetazione palustre. Non di rado, i nidi di cannaiola, subiscono le incursioni delle femmine di cuculo: queste ultime non covano le proprie uova e  né alimentano i propri piccoli, ma “affidano “ ilo svolgimento di tali incombenze ad altre specie di uccelli, nel cui nido depongono furtivamente un uovo, il pulcino che ne nascerà, eliminerà i fratelli acquisiti scaraventandoli fuori, in modo da monopolizzare completamente le attenzioni dei genitori adottivi. La tarda estate, segna l’inizio delle migrazioni alla volte dei quartieri di svernamento. Piccoli gruppi di limicoli, provenienti dall’estremo nord, sostano sulle rive fangose del lago lasciate scoperte  dal ritirarsi delle acque, rovistando con il becco tra le melma, alla ricerca di minuscole prede. Fra le specie più frequenti, si possono citare: il piro piro piccolo (Actitis hypoleucos), il piro piro culbianco (Tringa ochropus) ed il corriere piccolo (Charadrius dubius). Anche cannaiole e cannereccioni, terminata la fatica riproduttiva, si muoveranno verso sud.

In autunno, immensi stormi di rondini in migrazione alla volta dell’Africa popolano il cielo serale, alla ricerca di insetti. Sempre nei canneti, cercano rifugio per la notte anche cutrettole e storni. Le prime sono dirette in Africa, i secondi sono arrivati da noi, lasciando l’Europa centro-settentrionale per trascorrervi l’inverno; i loro stormi sono così numerosi che al loro sopraggiungere, se si è abbastanza vicini, si può udire distintamente una sorta di frastuono, causato dal ritmico aprirsi e chiudersi di migliaia di ali. Le spiagge(ormai disertate dai bagnanti), i banchi di fango ed i tappeti di piante acquatiche emergenti, accolgono gruppetti di limicoli, che sostano brevemente sulle rive del lago prima di riprendere la migrazione. Corrieri, gambecchi, piro piro e piovanelli, appaiono in incessante movimento , producendosi in corsette o brevi voli, alla costante ricerca di piccole prede. Alla spicciolata, arrivano da nord le prime anatre (tra cui la rara moretta tabaccata (Aythya nyroca)), per trattenersi fino agli inizi della primavera. Anche il numero delle folaghe comincia ad aumentare sensibilmente, per l’arrivo di individui nordici che si aggiungono alla popolazione locale. Simili incrementi si osservano anche per altre specie, come per il germano reale ed il pendolino. Raro ma non impossibile, è l’incontro con il falco pescatore (Pandion haliaetus), un possente rapace ittiofago (che si nutre di pesci) che nidifica soprattutto sulle coste marine e presso i laghi dell’Europa settentrionale, mentre trascorre l’inverno in Africa e nella parte meridionale del bacino del Mediterraneo. Il lago Trasimeno, è interessato dal passaggio di individui di provenienza scandinava, come testimoniato dal rinvenimento di un esemplare inanellato. Quando sosta sul lago, questo magnifico uccello, può essere ammirato mentre si esibisce nei suoi spettacolari tentativi di pesca, consistenti in planate, nel corso delle quali cerca di ghermire con gli artigli grossi pesci  prossimi alla superficie.