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I fiori di questo periodo
Il casale sorge inun'area agricola di pregio ed è situato a 250 metri dal torrente Paganico, immissario naturale del lago, nella fascia pianeggiante ad occidente dal centro storico medievale di Castiglione del Lago, precisamente a circa 4 km a nord di Castiglione, con un'elevazione di 274 m sul livello del mare. Il Paganico, torrente che nasce presso Petrignano, è lungo una decina di chilometri ed è tra i corsi d’acqua vincolati come risorsa paesaggistica, un'area tutelata in virtù del proprio valore ambientale. La foto aerea a sinistra riporta la fascia di protezione ambientale che lambisce il confine della proprietà del Casale.
Il piano di gestione di questa importante area prevede una serie di divieti che contribuiscono al mantenimento dello stato dei luoghi intorno alla proprietà del casale, in particolare è vietato qualsiasi cambiamento d’uso del suolo, la costruzione di qualsiasi struttura stabile e l’ampliamento di quelle esistenti; è vietato l’accumulo dei residui della lavorazione agricola; è vietato l’incendio delle stoppie e della vegetazione spontanea nel periodo da gennaio alla fine di agosto; infine è vietato il transito con veicoli a motore al di fuori della viabilità esistente, tranne che per esigenze colturali e di gestione del fondo. Poiché il fosso Paganico non è distante dal casale, è importante sapere che all’interno degli habitat ripariali gli interventi su alvei e bacini devono essere effettuati nel rispetto dei criteri ecologici e utilizzando di tecniche di ingegneria naturalistica. È vietata l’estirpazione della vegetazione lacustre e palustre lungo i i corpi d’acqua naturali e per la conservazione della biodiversità è vietato l’utilizzo di specie alloctone per rimboschimenti e rinfoltimenti. Per la salvaguardia del paesaggio e delle nicchie ecologiche, all’interno di questo habitat è vietata la rimozione, anche parziale, nonché la modificazione permanente di siepi, vegetazione ripariale di fossi e canali, boschetti, alberate, alberi isolati, muri a secco, fontanili, pozze, stagni ed altri elementi tipici del paesaggio agrario e del paesaggio culturale, tradizionali e storici; per quanto riguarda la caccia, all’interno del SIC è vietata l’immissione di specie o sottospecie animali non originarie dei luoghi È inoltre vietata la frammentazione e/o l’eliminazione della rete di drenaggio superficiale e il riempimento di fossi o canali. Vi è poi l’elenco delle azioni da incentivare che prevede il progressivo calo dell’uso di fertilizzanti e biocidi con l’adozione di pratiche di lotta integrata, la coltivazione con modalità compatibili con la riproduzione della fauna selvatica, il mantenimento delle attività agricole e zootecniche tradizionali, nonché il mantenimento dei boschi a evoluzione naturale, come quello che cresce di fronte al casale.© 2013 Tutti i diritti riservati.