Per chi viene con il treno la stazione più vicina è quella di Castiglione del Lago, ma anche Terontola o Chiusi, in Toscana, sono vicine.
La stazione di Castiglione del Lago dista circa 7 minuti di macchina dal casale, quella di Terontola circa 15 minuti, quella di Chiusi circa 25 minuti.
L'aeroporto più vicino è quello di Perugia, a circa  1 ora di macchina dal casale (circa 50 km di superstrada - Raccordo Perugia-Bettolle).
In autobus scegliere la destinazione di Castiglione del Lago.
Come dice wikipedia “Il lago Trasimeno è, con una superficie di 128 km², il più esteso lago dell'Italia centrale, quarto tra i laghi italiani…”si estende nella parte occidentale dell’Umbria e la campagna che lo circonda  arriva ai confini con la Toscana, Siena e Arezzo. 
Il casale sorge inun'area agricola di pregio ed è situato a 250 metri dal torrente Paganico, immissario naturale del lago, nella fascia pianeggiante ad occidente dal centro storico medievale di Castiglione del Lago, precisamente a circa 4 km a nord di Castiglione, con un'elevazione di 274 m sul livello del mare. Il Paganico, torrente che nasce presso Petrignano, è lungo una decina di chilometri ed è tra i corsi d’acqua vincolati come risorsa paesaggistica, un'area tutelata in virtù del proprio valore ambientale. La foto aerea a sinistra riporta la fascia di protezione ambientale che lambisce il confine della proprietà del Casale. 
La zona di Piana, dove è situato il casale, anticamente si chiamava 'Silva Plana del Chiugi' e con la sua boscaglia delimitava il confine tra Perugia e Cortona. Oggi l’area si trova in pieno Sito di Interesse Comunitario (SIC) denominato Boschi di Ferretto - Bagnolo, con il codice IT 5210020.
Riportiamo di seguito la descrizione del SIC, quale contributo alla conoscenza del valore ambientale della zona.
SIC IT5210020 – BOSCHI DI FERRETTO – BAGNOLO
Il SIC ricade interamente nel comune di Castiglione del Lago ed è localizzato nell’Umbria nord-occidentale, tra gli abitati di Castiglione del Lago (ad est) e Pozzuolo (a ovest).  I substrati geologici dell’area sono costituiti prevalentemente da depositi pliocenici caratterizzati, nel settore occidentale del sito, da affioramenti sabbiosi con lenti argillose e conglomeratiche di ambiente marino e da sedimenti di colmamento lacustre e fluvio-lacustre pleistocenici, costituite da sabbie e argille con lenti e livelli ciottolosi. Il Sito è caratterizzato dalla presenza di estesi boschi che rappresentano gli ultimi lembi relitti di foreste planiziali acidofile dell’Italia centrale: si tratta di boschi tipici dell’Europa centrale che in Umbria si trovano quasi al limite meridionale dell’areale, assumendo di conseguenza un elevato valore biogeografico.
Di seguito sono elencate le specie animali di interesse comunitario segnalate all’interno del SIC:
Uccelli specie di cui all’allegato I Direttiva 79/409/CEE
- Airone bianco maggiore - Egretta alba;
- Airone rosso – Ardea purpurea;
- Garzetta – Egretta garzetta;
- Nitticora – Nycticorax nycticorax;
- Biancone - Circaetus gallicus;
- Albanella reale – Circus cyaneus;
- Tottavilla - Lullula arborea;
- Averla piccola - Lanius collurio.
Mammiferi specie di cui all’allegato II Direttiva 92/43/CEE:
- Vespertilio di Blyth - Myotis blythii;
- Vespertilio di Capaccini - Myotis capaccinii;
- Vespertilio maggiore - Myotis myotis
- Vespertilio smarginato - Myotis emarginatus.
Anfibi e Rettili specie di cui all’allegato II Direttiva 92/43/CEE:
- Tritone crestato italiano - Triturus carnifex carnifex;
- Testugine di terra - Testudo hermanni;
- Cervone – Elaphe quatuorlineata.
- Invertebrati specie di cui all’allegato II Direttiva 92/43/CEE:
- Cervo volante - Lucanus cervus;
- Cerambice della quercia - Cerambyx cerdo.
Il casale appartiene ai “Corridoi e pietre di guado” della Rete ecologica regionale dell’Umbria (RERU), cioè connessioni vegetazionali che favoriscono la biopermeabilità collegando tra loro i “nodi” rappresentati da altre aree di pregio ambientale come il vicino Parco del Trasimeno.
Il piano di gestione di questa importante area prevede una serie di divieti che contribuiscono al mantenimento dello stato dei luoghi intorno alla proprietà del casale, in particolare è vietato qualsiasi cambiamento d’uso del suolo, la costruzione di qualsiasi struttura stabile e l’ampliamento di quelle esistenti; è vietato l’accumulo dei residui della lavorazione agricola; è vietato l’incendio delle stoppie e della vegetazione spontanea nel periodo da gennaio alla fine di agosto; infine è vietato il transito con veicoli a motore al di fuori della viabilità esistente, tranne che per esigenze colturali e di gestione del fondo. Poiché il fosso Paganico non è distante dal casale, è importante sapere che all’interno degli habitat ripariali gli interventi su alvei e bacini devono essere effettuati nel rispetto dei criteri ecologici e utilizzando di tecniche di ingegneria naturalistica. È vietata l’estirpazione della vegetazione lacustre e palustre lungo i i corpi d’acqua naturali e per la conservazione della biodiversità è vietato l’utilizzo di specie alloctone per rimboschimenti e rinfoltimenti. Per la salvaguardia del paesaggio e delle nicchie ecologiche, all’interno di questo habitat è vietata la rimozione, anche parziale, nonché la modificazione permanente di siepi, vegetazione ripariale di fossi e canali, boschetti, alberate, alberi isolati, muri a secco, fontanili, pozze, stagni ed altri elementi tipici del paesaggio agrario e del paesaggio culturale, tradizionali e storici; per quanto riguarda la caccia, all’interno del SIC è vietata l’immissione di specie o sottospecie animali non originarie dei luoghi  È inoltre vietata la frammentazione e/o l’eliminazione della rete di drenaggio superficiale e il riempimento di fossi o canali. Vi è poi l’elenco delle azioni da incentivare che prevede il progressivo calo dell’uso di fertilizzanti e biocidi con l’adozione di pratiche di lotta integrata, la coltivazione con modalità compatibili con la riproduzione della fauna selvatica, il mantenimento delle attività agricole e zootecniche tradizionali, nonché il mantenimento dei boschi a evoluzione naturale, come quello che cresce di fronte al casale.
Di notevole importanza è l’aspetto che riguarda il mantenimento di piccoli stagni e pozze, anche di origine antropica, a rischio di colmatura, tramite interventi di escavazione controllata, finalizzati alla conservazione dello specchio d’acqua con profondità massima non superiore a 1 metro: ciò consentirebbe il ripristino della pozza che si estendeva sotto la quercia, all’interno della proprietà del casale, e che fu prosciugata a metà degli anni ’90 dai vecchi proprietari; anche il fosso Paganico si gioverebbe della possibilità di effettuare accorgimenti atti ad evitare o rimuovere fenomeni di discontinuità ecologica in corrispondenza di sbarramenti esistenti lungo i corsi d’acqua, l’adozione di idonee misure di contrasto dell’inquinamento dei corpi idrici, infine la rimozione o il contenimento dell’inquinamento luminoso e l’interramento di linee aeree di elettrodotti esistenti.
Il paesaggio
Il paesaggio si caratterizza per l’immagine molto radicata e ben conservata del Lago e delle città che si affacciano sul lago stesso. Una immagine che lega i valori storici, naturali, tradizionali, economici e sociali, che si sono sviluppati in questo rapporto tra forme insediative, morfologie e geomorfologiche dei suoli, condizionati storicamente dalla presenza del Lago Trasimeno. I segni della bonifica, i promontori fortificati, le produzioni agricole di qualità come l’olio e i prodotti della terra fertile, come la “fagiolina del Trasimeno”, restituiscono ancora una immagine identitaria forte di questo paesaggio.
Il paesaggio è fortemente caratterizzato dal Lago Trasimeno ed è strettamente connesso ai limiti fisici e naturalistici della conca, ovvero strettamente legato ai promontori che ne determinano le pareti perimetrali. La connessione paesaggistica è inoltre stabilita dai numerosi insediamenti lacuali, ville e castelli, la cui posizione strategica, rispetto al lago, è strettamente legata alla condizione geomorfologica del contesto.
Il Lago rappresenta una risorsa importante sotto il profilo biologico, vista la sua natura e le sue caratteristiche morfologiche e fisico-chimiche, che danno luogo ad una grande varietà e ricchezza di vita animale e vegetale. Esso è inoltre caratterizzato per l’importante presenza di fauna ittica e ornitica in considerazione del fatto che il contesto del Lago rappresenta una importante zona di sosta e svernamento.
Un po’ di storia …
Il paesaggio è caratterizzato da una storia antica connessa alla natura geomorfologica del sito e dunque connessa alle numerose e ripetute opere di bonifica eseguite sin dall’antichità. Le fasce costiere e pianeggianti intorno al lago erano caratterizzate da una condizione paludosa, instabile, insalubre ai fini dell’insediamento umano, dunque si cominciò ad infrastrutturare i rilievi e i promontori, per localizzare forme sicure e stabili di insediamento. L’ambiente del lago non era certamente come quello attuale, la profondità dell’acqua era maggiore di quanto non lo sia attualmente, il territorio era maggiormente boscoso, si trattava di un territorio particolarmente ricco di fauna e intensamente utilizzato a fini agricoli. Scavi archeologici, abbastanza recenti, hanno dimostrato l’esistenza di ville romane, di grandi dimensioni, a Quarantaia nei pressi di Passignano, forme di insediamento strettamente legate all’economia agricola e alla pesca, posizionate in suoli sicuri rispetto agli acquitrini che caratterizzavano l’intorno dello specchio d’acqua e testimoniate dal ritrovamento di utensili agricole e per la pesca. I rilievi, che erano geomorfologicamente più adatti, furono utilizzati per realizzare le strade di collegamento e i relativi abitati, rispetto alle aree meno adatte che venivano bonificate e utilizzate per la produzione agricola vista la fertilità della terra. Il paesaggio è fortemente caratterizzato da forme insediative fortificate, come rocche e castelli, che contornano i promontori attorno al bacino lacustre. La ricchezza della terra del Trasimeno, in termini di prede da caccia e da pesca, di fertilità e produzioni agricole, rese necessaria una forma di difesa e di fortificazione degli abitati. La costruzione di torri, castelli e fortezze, rese strategica la localizzazione sul Trasimeno, generando un vero e proprio sistema fortificato a vantaggio di Perugia, che trovò giovamento nel realizzare un avamposto sicuro e protetto, nei confronti delle direttrici storiche principali, verso Cortona e verso Chiusi. La ricchezza di questo territorio è testimoniata anche dalla diffusione successiva degli Ordini religiosi come i francescani e i benedettini, ordini che si caratterizzavano per le forme insediative monastiche legate strettamente con la produzione e la fertilità della terra, che era fonte di sostentamento e di conduzione della vita monastica. Del sistema fortificato di castelli e rocche, ciò che caratterizza maggiormente il paesaggio sono le rocche legate ai centri storici di maggior rilievo come Castiglione del Lago, dove troviamo la Rocca del Leone, una fortezza imponente, cinta da mura merlate del tipo guelfo, a pianta poligonale, con quattro torri e il mastio triangolare, si trattava del principale insediamento militare del Trasimeno. La caratterizzazione di Castiglione del Lago ruota intorno anche al noto Palazzo della Corgna che presto divenne simbolo del governo, da parte di Castiglione, di un territorio molto più vasto. La famiglia Della Corgna, ampliò l’impianto urbano verso il promontorio e il palazzo, portandolo a diventare una costruzione imponente simbolo di un potere molto più vasto. In questo sistema difensivo costruito per mani dell’uomo ve ne era un altro, del tutto naturale, costituito dalle tre isole, che erano abitate, proprio per la posizione strategica che assumevano, in virtù di una condizione del lago diversa da quella attuale.
Il sistema di incastellamento del Trasimeno è l’elemento che più caratterizza il paesaggio e a questo scopo se ne citano alcuni, tra quelli più rappresentativi, come Monte del Lago, un castello di pendio, presso Magione, posto su un promontorio che sovrasta il lago, sempre nelle vicinanze di Magione, Zocco, Rocca Bagliona, Montesperello, Rocca Monaldi. Il Castello di Belvedere e la Rocca di Passignano, nei pressi di Passignano stesso, il Castello Guglielmi a Isola Maggiore nel Comuna di Tuoro sul Trasimeno e il Castello Montegualandro sempre nel Comune di Tuoro, posto al confine con la Toscana lungo la via storica che collegava il Trasimeno con Cortona.
Ulteriori informazioni sull’ambiente si possono trovare sul sito web umbriageo.regione.umbria.it.
La pianificazione urbanistica
Il Piano Regolatore, per la parte strutturale, è stato approvato nel 2016 e indica l’area come zona agricola di pregio, con l’edificio sparso del casale, censito al n. 73 con la scheda relativa che ne indica le caratteristiche e gli interventi ammissibili. Il vincolo del sito Natura 2000 (o SIC)  qualifica il casale come area di elevato valore naturalistico.
L’ampliamento della cubatura è possibile solo sul capanno o nel giardino. I terreni adiacenti sono di un unico proprietario. Il capanno è già dotato di impianti idrico, elettrico e fognario.
Per quanto riguarda i servizi, gli elettrodotti ad alta tensione sono lontani e ubicati verso il borgo dei Castagni, mentre una linea di media tensione passa nelle immediate vicinanze del casale; antenne ripetitrici per la telefonia cellulare sono ubicate così da consentire la copertura dell’area e una linea secondaria adduttrice dell’acquedotto arriva sino al casale; un depuratore è ubicato al di là del torrente Paganico. 
Il Piano di Classificazione Acustica  è stato approvato dal Comune nel 2012 dando a  tutta l'area la CLASSE III  che prevede i rumori da impiego di macchine agricole con valori limite assoluti di immissione: diurno (ore 06.00-22.00)=60/ notturno (ore 22.00-06.00)=50