Casale La Liccia
Antico casale a Castiglione del Lago, sul Trasimeno
Il casale della Liccia si trova in posizione isolata in fondo ad una strada bianca che si dirama dal piccolo borgo dei Castagni. Il casale, non lontano (300 mt) dal fosso Paganico, importante tributario del lago Trasimeno, è circondato da un piccolo bosco (di fronte al di la' della strada) e da campi coltivati. I cavalli della vicina scuderia arricchiscono il fascino dei dintorni.
La costruzione risale al 1845 ed è la classica abitazione rurale ‘a cubo’ tipica dell’Umbria. Il piano terra era originariamente la stalla (fondo) e comprendeva anche un capace forno da pane, spesso utilizzato da tutto il vicinato. La scala esterna portava al primo piano dove era l’abitazione, suddivisa in 4 stanzoni, di cui uno con un grande camino, l'unica fonte di riscaldamento. L’edificio è stato restaurato nel pieno rispetto della sua tipologia originale e utilizzando materiali di recupero, dai mattoni locali (mattacchioni) alle vecchie porte.
Di fronte alla costruzione, nel giardino di circa 2000 mq, c’è da sempre una maestosa quercia centenaria il cui tronco ha una circonferenza di quasi 4 metri, con rami che arrivano a 14 metri.
Il casale è diviso in due appartamenti comunicanti attraverso la classica scala esterna che si chiude in alto con la piccola loggia, e con una scala interna. L'immobile tra piano terra e primo piano misura circa 220 mq cui vanno aggiunti i 40 mq dell'annesso.
Appartamenti
Al primo piano del casale c'è un appartamento composto da 2 camere da letto matrimoniali, 2 bagni, cucina, sala da pranzo/salotto. Completamente arredato e con mobili d'epoca. Nel restauro è stata rispettata la distribuzione degli antichi spazi e del camino.

Al piano terra c'è l'appartamento principale più grande di ca. 130 mq attualmente abitato dai proprietari. Si compone di una camera matrimoniale, studio e bagno ensuite. Camera da letto singola con bagno ensuite. Cucina abitabile che si affaccia direttamente sul giardino del retro dell'abitazione.
Sala da pranzo, e salotto dominato dal grande camino sul lato opposto. La semplicità distributiva degli spazi si richiama alla tradizione contadina, così che si ha l'entrata diretta agli spazi da porte-finestre. Dal salone si accede anche all'ambiente del vecchio forno da pane, perfettamente restauratao, che si apre sulla parte di giardino a sud, ora una gradevole sala di lettura e musica.

Il Casale di una volta
Senza l'ombra di un giardino disegnato e curato, senza vialetti d'ingresso o recinzioni un tempo la casa si levava in mezzo ai campi coltivati lungo l'intreccio di sentieri che, allora più curati di oggi, connettevano i poderi, le frazioni e il paese non molto distante. L'impianto caratteristico dell'intorno di una casa colonica umbra della fine dell''800 è ormai scomparso ma i tratti che caratterizzavano il paesaggio esistono ancora: il fosso Paganico dagli argini sempre più sguarniti scorre a poche centinaia di metri e nelle sere d'estate è possibile sentirne il rumore; il pozzo comune è ormai un vecchio ricordo poco distante lungo la via poderale ma ancora da' acqua, la grande quercia si erge maestosa ma ha sofferto molte vicende, prima fra tutte l'interramento di uno di quei laghetti temporanei, pozze di raccolta dell'acqua piovana più o meno estese che sono considerate oggi presidi di biodiversità (tanto che la Comunità Europea ne difende la presenza e il mantenimento) che si trovava proprio sotto la sua folta e larga chioma, e alle quali ha reagito con la troncatura, o auto-potatura di alcuni dei suoi rami più lunghi. Quella pozza è ricordata da tutti quelli che abitano o hanno abitato nella zona, quando si fermavano le mucche a bere durante il caldo estivo e i bambini appendevano una corda ai vigorosi rami della quercia e si dondolavano per poi lasciarsi andare nell'acqua ...
Una falda d'acqua molto vicino alla superficie, individuata dal rabdomante, scorrendo parallela alla strada ha certamente permesso all'imponente albero di raggiungere la sua dimensione attuale ; lungo la strada bianca che porta alla casa si ricorda infine un filare di pini che la fiancheggiava tutta, ma di cui ora rimangono solo 4 esemplari di numero, anche loro vetusti e maestosi.
Certamente nell'aia si conservava solo qualche albero per dare ombra al lavoro estivo, intorno la natura forniva tutti i prodotti del sottobosco e facile era procurarsi le erbe usate e conosciute e di cui oggi si è per lo più persa la conoscenza. La casa era circondata da quelle essenze utili alla conduzione della vita quotidiana fra le quali non mancava la pianta di sambuco, l'albero delle cotogne, qualche albero da frutto, qualche olmo lungo il sentiero e tante, tante ginestre.
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